Il Brasile è oggi più resiliente nell’affrontare le turbolenze esterne, nonostante la significativa crescita del suo debito in dollari statunitensi nel 2014. La ragione di questa resilienza, secondo il FMI, è che la maggior parte del debito a breve termine è coperta. Questo è un vantaggio indiscutibile, ma porta anche una preoccupazione: il Real non si è svalutato quanto avrebbe dovuto, in base ai fondamentali del Paese, almeno fino a dicembre 2014. L’estensione del programma di swap valutari nel giugno 2014, creato dalla banca centrale nell’agosto 2013, ne è in parte responsabile. Per il FMI, tenendo in considerazione l’inflazione interna e l’inflazione dei suoi partner commerciali, la valuta brasiliana deve ancora deprezzarsi dal 5% al 15%.
Il FMI considera che il programma di swap sia stato un successo nel suo obiettivo di ridurre l’estrema volatilità causata dalle turbolenze esterne. Il programma è stato creato dopo che il mercato dei cambi aveva subito forti oscillazioni, in seguito al suggerimento dell’allora presidente della FED, Ben Bernanke, secondo cui era giunto il momento di interrompere il sostegno finanziario all’economia statunitense. Il programma di swap ha ridotto la volatilità del Real dal 13% al 15% rispetto ad altre valute che hanno seguito l’instabilità dopo l’annuncio di Bernanke. Gli economisti del FMI osservano, tuttavia, che la riduzione della volatilità è stata dovuta anche ad altri strumenti adottati dal Paese, come la fine dell’IOF sui derivati e l’aumento del tasso d’interesse SELIC.

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